La buona fede di quanti
esultavano all'indipendenza del Kosovo nel nome di parole come "libertà", "democrazia" e via dicendo, si misurerà nelle reazioni allo scontro fra Georgia e Russia, per il controllo dell'Ossezia del Sud, che rivendica autonomia da Tbilisi. La situazione osseta è molto simile a quella kosovara: una minoranza la cui specificità è messa a rischio dal tentativo assimilazionista della maggioranza (serba in un caso, georgiana nel secondo), appoggiata a sua volta da una potenza straniera (russa nel caso della Serbia, americana in quello della Georgia).
La Russia ha gravi responsabilità, tra cui quella di non esitare a ricorrere alle maniere forti con una certa facilità, ma difficilmente accetterà di essere sostituita nel Caucaso dagli Usa come è avvenuto nei Balcani. E difficilmente le si potrà dare torto nel nome di una politica estera diversa, visti i precedenti (come la guerra americana in Medio Oriente per salvaguardare un'area di influenza).
Bisogna valutare se in gioco sono i diritti dei popoli o la guerra per l'allargamento delle sfere di influenza. La mia opinione è che siamo di fronte al secondo caso in entrambi gli scenari e che i diritti umani in Kosovo siano un affascinante pretesto. Chissà se lo saranno anche a difesa degli osseti (ne dubito).
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snorri il 9/8/2008 alle 14:30 | |